Elisabetta Martinez
Elisabetta Martinez pittrice romana classe 1963 si forma artisticamente presso la bottega del padre l'artista Luigi Marrinez dove frequenta gli artisti della associazione Alternativa '94 con cui esporra i suoi primi lavori a china, pastello e a olio...
Dati e contatti

 

Elisabetta Martinez

Elisabetta Martinez, pittrice romana classe 1963, inizia la sua formazione nella “Bottega”

del padre, il Maestro Luigi Martinez. Frequenta corsi pittura, scultura, acquaforte e nel

1989 consegue la Laurea, presso la Facoltà di Architettura di Roma “La Sapienza” dove

collabora nei corsi di Composizione e Progettazione.

 

Elisabetta sperimenta, nei suoi primi lavori, l’attenzione per il tema del volto in rappresentazioni minimali di volti reiterati in un continuum di linee curve.

“Geometrie e Forme”, i suoi temi di studio e di ricerca, si articolano su due direzioni espressive: da un lato lo studio della figura femminile, accennata e astratta, delineata su ampie partiture di tela non finite e smarginate; dall’altro i lavori su figure primitive, forme archetipe che appaiono da fondi informali, tracce di divinità senza tempo, ispirate ai giganti di Nemrut Dagi in Turchia, dai templi del Bayon e ai grandi Buddha.

Ciò avviene attraverso una rappresentazione mai conclusa in se stessa, che lascia allo sguardo e alla mente la possibilità di cogliere qualcosa di non visto, qualcosa che è in noi stessi e che solo il nostro sguardo interiore può decodificare.

Negli ultimi lavori “Acropoli Romane” sperimenta la costruzione del paesaggio urbano, riassunto nei suoi segni primari “archi, cupole, lanterne e croci”, una rappresentazione articolata in piani orizzontali, le epoche storiche, e la griglia verticale, i colonnati serrati dei monumenti, che fà da sfondo a cupole avvolte in leggere nebbie mattutine.

Una raccolta di lavori dedicati ai dipinti rupestri della grotte di Lascaux e Chauvet, incentrata sulle “Danze sotto le stelle” di animali primitivi e sulla “Corsa dei felini”, il mito della nascita primordiale, caretterizzano le ultime opere.

L’uso del colore a olio, usato puro, in sovrapposizioni successive, crea sfumature, trame e trasparenze, il carboncino è traccia dello schizzo iniziale o velatura che va a sporcare il colore, piccoli inserti in foglia oro o argento ampliano i piani di lettura….la spatola come strumento principale del gesto creativo.

 


 
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