Chiaroscuro Arte Contemporanea & Studio Celestino
Chiaroscuro Arte Contemporanea & Studio Celestino insieme per il progetto "Immagini ritrovate - Artisti svelati del panorama contemporaneo" a cura di Francesca Longo, Ottavio Celestino e Lucilla Meloni
Dati e contatti

Chiaroscuro e Studio Celestino si uniscono per il progetto Immagini ritrovate. Il progetto Immagini ritrovate a cura di Francesca Longo, Ottavio Celestino e Lucilla Meloni, nasce dal desiderio di riportare all’attenzione del pubblico storie, figure e luoghi che, pur avendo avuto un ruolo significativo nel panorama della ricerca artistica, sono rimasti ai margini delle narrazioni più conosciute.

Il progetto, che vede nella figura di Giorgio Pelloni il primo di una serie di artisti da svelare, propone un percorso dedicato ad artisti e artiste inesplorati, accomunati dalla capacità di muoversi tra linguaggi differenti e di sperimentare come diverse forme di espressione artistica entrano in dialogo tra loro. Al centro della ricerca è proprio la relazione tra fotografia e pittura, due linguaggi apparentemente distinti ma profondamente legati da una lunga storia di influenze reciproche.

La fotografia può diventare documento, memoria, strumento di osservazione e di conoscenza, ma anche materia attraverso cui reinterpretare la realtà; la pittura, a sua volta, può confrontarsi con l’immagine fotografica, assorbirne frammenti, modalità compositive e suggestioni, fino a trasformarla e restituirla in una forma nuova. Il progetto intende mettere in luce queste connessioni, mostrando come gli artisti abbiano utilizzato i diversi mezzi non necessariamente come linguaggi separati, ma come possibilità complementari di indagare il mondo, la memoria e la propria esperienza.

La mostra non si limita tuttavia alla presentazione delle opere. Uno degli aspetti centrali del progetto è infatti il recupero delle storie personali e dei contesti nei quali gli artisti hanno vissuto e lavorato. Attraverso fotografie, documenti, materiali d’archivio e testimonianze, il percorso cerca di ricostruire una geografia della produzione artistica fatta di studi d’artista e spazi di lavoro spesso rimasti fuori dalle mappe ufficiali dell’arte. Raccontarli significa restituire profondità alla storia degli artisti, mettendo in relazione la loro produzione con l’ambiente in cui essa ha preso forma. Lo spazio di lavoro diventa così una sorta di archivio vivente: un luogo capace di raccontare tanto l’opera quanto la persona che l’ha realizzata, le sue abitudini, le sue ricerche, le relazioni e il contesto culturale nel quale si è sviluppata la sua esperienza.

 

Il progetto si propone dunque come un’indagine che attraversa opere, biografie e territori, nella convinzione che sia importante ampliare lo sguardo sulla produzione artistica del Novecento e contemporanea, restituendo complessità a una costellazione di esperienze, luoghi e memorie che, pur differenti tra loro, condividono la necessità di essere nuovamente osservati e raccontati attraverso nuove possibilità di lettura del presente. 

 

 

 


 
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