Gaetano (Tanino) G. Infantino vive e lavora tra Roma e la Sabina. Fin dalla giovane età si interessa alla pittura e alla scultura, formandosi come autodidatta e frequentando circoli di artisti e artigiani. Ha vissuto in Francia e in Svizzera, dove ha esposto i suoi lavori, prima di trasferirsi a Roma negli anni Settanta.
Accanto alla produzione creativa, ha dedicato circa cinquant'anni della sua vita alla clinica e alla salute mentale, operando per decenni come psicologo e psicoterapeuta all'interno delle istituzioni pubbliche e del Dipartimento di Salute Mentale. Questa lunga militanza professionale e l'ascolto delle complessità del disagio psichico hanno nutrito una ricca produzione saggistica e narrativa (tra cui La cucina dei ricordi, Il sogno svelato e il recente L’uomo artefice. La materia che cura).
Oggi, nella quiete della Sabina, si dedica interamente alla scultura – in particolare alla lavorazione del legno d'ulivo – e alla pittura. La sua ricerca trasforma l'esperienza clinica in gesto plastico, dove la materia viva e le sue ferite diventano strumenti di verità e ricostruzione. Promuove attivamente progetti che fondono arte e salute mentale, come "Connessioni e Nodi della Rete Umana" e "Dentro la mente", presentati nell'ambito della Rome Art Week (2024, 2025).

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